Autore: Massimo Brusasco

Il nostro patrono e la difesa della lingua

Nel giorno del patrono dei giornalisti (24 gennaio, San Francesco di Sales), prendo a prestito parole del linguista Gian Luigi Beccaria, intervistato ieri da ‘La Repubblica’.

Beccaria denuncia l’eccesso di termini inglesi e la diffusione di parole come “attenzionare” e “monitorare”, definite orribili. La proliferazione di vocaboli come “scenario”, “innovazione”, “iconico” e “narrazione” appiattisce le possibilità espressive della lingua, spiega Beccaria, osservando che l’Italia è diventata “un colabrodo” rispetto ad altri paesi europei che adottano politiche linguistiche più rigorose. La Spagna – sostiene – rappresenta un modello alternativo: gli spagnoli chiamano l’asciugacapelli “secador de pelo” invece di utilizzare il termine inglese “phon”. “Forse gli iberici esagerano sempre un po’, ma secador de pelo lo trovo magnifico“.

Secondo Beccaria, la difesa della lingua richiede un impegno istituzionale e scolastico, ma ormai i professori dedicano gran parte del tempo a riempire moduli, anziché alla didattica e alla trasmissione del patrimonio culturale.

Ecco, forse queste considerazioni possono essere d’aiuto ai giornalisti. E magari anche ai lettori, ai quali continuo ad augurare la capacità di scegliere.

Ricordando il Salotto

Abbiamo parlato di trasgressioni, impianti sportivi, vita di paese, esperienze solidali, libri. Abbiamo anche ascoltato ottima musica e ci siamo divertiti con Gianni Pasino e Serena Imperatrice (oltre che con Gianluca Pivetti che ci ha raccontato una storiella niente male).

Tutto questo, martedì, al Salotto del Mandrogno, andato in scena, come sempre, al centro d’incontro Galimberti. Ringrazio gli ospiti Sonia Fogagnolo, Alberto Prete, Vittoria Oneto, Giovanni Mercurio, don Mario Bianchi, Cristiano Mussi e il già citato Pivetti e tutti quelli che hanno contributo alla riuscita della serata, seguita, ancora una volta, da un pubblico numeroso.

Abbiamo bisogno di spensieratezza e conoscenza. Penso che l’ultima puntata salottiera abbia risposto ad entrambe le esigenze.

Martedì 20 il Salotto: gli ospiti

La scrittrice Sonia Fogagnolo, l’assessore Vittoria Oneta, l’attore Gianluca Pivetti, il parroco don Mario Bianchi. Ma anche Alberto Prete, presidente dell’ambulatorio Nessuno Escluso, il musicista Cristiano Mussi e Francesco Mercurio e Mohamed ed Derras di Ics, reduci da una missione in Senegal: sono loro gli ospiti del Salotto del Mandrogno in programma martedì 20 gennaio alle ore 21.30 al centro d’incontro Galimberti, in via Pochettini 3, ad Alessandria (ingresso gratuito).

Ovviamente ci saranno gli ospiti fissi, ovvero i musicisti Ezio Vescovo, Franco Rangone, Gianni Nesto e gli “incursori” Gianni Pasino e Serena Imperatrice col suo oroscopo molto speciale.

Ci sarà anche Video Servizi Tv che manderà inonda lo spettacolo sulla propria pagina Facebook.

E ci sarò anche io.

Pellicce e risate con Pi Greco a Fubine

Tutto esaurito per lo spettacolo che il Teatro Pi Greco di Torino ha portato in scena ieri, domenica, a Fubine Monferrato. “Che pastiss an cumbineus”, un testo di Papier (autori della compagni stessa) con la regia di Palma Della Rocca, ha divertito il pubblico, tra sottovesti, pellicce, scambi di persona…

Unico inconveniente: il guasto all’impianto di riscaldamento, ma niente di fatale, anzi. Piuttosto va sottolineato come abbia avuto successo l’idea avuta dalla Compagnia Teatrale Fubinese di proporre, nei mesi invernali, gli spettacoli la domenica pomeriggio.

Il prossimo appuntamento, dunque, sarà ancora di domenica: vi aspettiamo l’8 febbraio con ‘L’ispettore’ di Gogol, proposto dalla Compagnia di prosa di Quattordio.

Ci vediamo domenica a teatro

Domani, 18 gennaio, tornerà Fubine Ridens e lo farà in versione pomeridiana. L’appuntamento con la nostra rassegna sarà alle ore 17, al Teatro dei Batù di via Pietro Longo, ovviamente a Fubine Monferrato.

A esibirsi il Teatro Pi Greco di Torino che presenterà la commedia “Che pastiss an cumbineus”, di Papier, per la regia di Palma Della Rocca. Si riderà con un testo che mescola italiano e dialetto.

Le prenotazioni stanno andando molto bene, quindi affrettatevi se volete assicurarvi un posto (biglietto a 8 euro, info: 366 3618120.

Fubine Ridens ripartirà di domenica (il 18)

Lo scorso anno provammo, per i mesi invernali, a dirottare gli spettacoli di Fubine Ridens la domenica pomeriggio. L’esperimento ebbe successo, motivo per cui anche a gennaio e febbraio (ma pure il primo marzo) la rassegna della Compagnia Teatrale Fubinese si svolgerà nel pomeriggio del giorno festivo.

Il prossimo appuntamento, dunque, sarà domenica 18 gennaio, alle ore 17, sempre al Teatro dei Batù di via Longo (ingresso 8 euro, prenotazioni al 366 3618120).

Ospiteremo il Teatro Pi Greco di Torino che proporrà “Che pastiss an cumbineus”. La commedia (di Papier, diretta da Palma Della Rocca) è anche in versione italiana, ma abbiamo preferito quella dialettale; d’altronde è l’unico spettacolo in vernacolo che proponiamo e ben sappiamo quanto il piemontese sia sempre apprezzato da gran parte del nostro pubblico.

Cin cin cin… quantasei

Un altro 8 gennaio che se ne va in archivio. Diciamo che cominciano a essere abbastanza. Ho compiuto 56 anni, me ne danno di più ma me ne sento di meno.

Ho concluso la giornata con un brindisi con gli amici della Compagnia Teatrale Fubinese, perché le prove del nuovo spettacolo non possono essere rimandate causa genetliaco (anche se poi, in realtà, sono state rimandate, ma va bene lo stesso).

Ho brindato con loro ma avrei potuto farlo con moltissime persone, che mi hanno scritto, telefonato, incontrato di persona oppure utilizzato Facebook. Nel gruppo ci sono colleghi, amici del mondo del calcio, teatranti vari, ex compagni di scuola, quelli che mi seguono al Salotto del mandrogno e altri che mi hanno incontrato a teatro…

A tutti arrivi il mio grazie. E’ un grazie collettivo. Ho letto tutti i messaggi ma rispondere a ciascuno è complicato, soprattutto per chi come me rinuncia al copia-incolla. Che vi siate limitate alla formalità, che mi vogliate bene davvero… poco importa: un istante a me l’avete comunque dedicato e, dunque, vi sono grato immensamente. Con ciò, appuntamento al 2027, a Dio piacendo.

L’anno comincia correndo (al freddo)

Da un po’ di tempo, il primo post dell’anno riguarda me stesso. Sono solito iniziare l’anno nuovo correndo. Alle 9 si parte, per un’oretta non si fa altro che godersi il silenzio, il freddo e pure la fatica.

C’era un grado sotto zero, nella campagna di Fubine Monferrato. Ma si stava piuttosto bene. Inizio l’anno correndo per ricordare a me stesso che ci sarà da sudare, da vincere la pigrizia, da cercare di stare bene, alla qual cosa concorre l’attività fisica.

Non vi tedio oltre. Sappiate che sono stato felice, soprattutto al momento di rincasare per fare la doccia. E, con ciò, vi auguro un 2026 positivo e ricco di soddisfazioni.

Riassunto e buoni propositi

Saluto il 2025, mandandolo in archivio come un anno intenso. E’ quello in cui ‘Il Piccolo’ ha festeggiato il secolo di vita, cercando – da ultimo – di far fronte ai repentini cambiamenti del mondo, e nella fattispecie di quelli dell’editoria. Vorrei augurare un 2026 all’insegna dell’apertura di molte edicole, ma so di essere fuori strada. Dunque, “mi limito” a sperare che sia un anno in cui ciascuno conservi (o ritrovi, o scopra) la voglia di informarsi (poi sta a chi informa essere all’altezza delle aspettative…).

Per quanto riguarda l’attività teatrale, ho già scritto in un post precedente. La Compagnia Teatrale Fubinese ha lavorato parecchio e ha messo in cantiere nuove iniziative.

E il talk show? Gli amici del Salotto del Mandrogno sono sempre numerosi: si sono commossi, divertiti, hanno riso, cantato, appreso qualcosa di nuovo. Il nostro spettacolo (che tornerà il 20 al Galimberti) è fatto di alto e di basso, come ama dire Piera Raiteri che lo ha ideato.

Un saluto anche agli amici di Radio Voce Spazio che mi seguono il lunedì mattina, a quelli di Grp con cui ho un appuntamento il venerdì e quelli di Pnr, emittente che, sempre il lunedì, mi coinvolge per una finestra informativa.

E’ stato un 2025 di collaborazione continua con i cabarettisti Marco e Mauro, con l’attrice Federica Sassaroli e si sono gettate le basi per progetti futuri.

Spero che il 2026 sia l’anno di un nuovo romanzo (l’editore dice di sì..), di qualche guizzo letterario e di sorprese positive. Anche di un nuovo monologo, perché no.

Chiudo augurandovi salute, anzitutto, ma anche buone idee, allegria e persone su cui contare. Poi, si sa, non è che tutto dipenda da noi…

Il 2025 della Compagnia Teatrale Fubinese

Mandiamo in archivio un altro anno, il 44esimo della storia della Compagnia Teatrale Fubinese. Va da sé che, nel 2026, per il 45esimo, stiamo pensando a qualcosa di molto particolare che vi racconterò fra qualche giorno.

Ora, concedetemi poche righe per rievocare quanto realizzato in un 2025 impegnativo per il nostro sodalizio che, tra spettacoli proposti e organizzati, ha “offerto” una cinquantina di serate. Abbiamo proposto le nostre commedie “Bacio bacio micio micio” e “Quattro divorzi e un matrimonio”, ma anche la nuova pièce “Quelli dell’altra sponda”, che abbiamo avuto il piacere di proporre pure al castello di Marengo e a quello di Castellar Ponzano (dove, causa temporale, abbiamo recitato a lume di candela).

Abbiamo girato un po’ il Piemonte, applaudito le nostre “D’annate donne”, ma anche i bambini della Piccola Compagnia Teatrale. E, a luglio, siamo stati protagonisti di uno spettacolo itinerante nel parco del Castello di Fubine. Non sono mancati gli spettacoli di cabaret (“Decolors” tornerà presto), le iniziative benefiche né la consegna del premio ‘Fubinese dell’anno’, avvenuta nel corso di un appuntamento della rassegna ‘Fubine Ridens’, giunta alla 29esima edizione.

Tralascio l’elenco delle persone delle ringraziare, perché sono molti quelli che supportano la nostra attività. E’ stato un anno intenso, in cui non ci siamo mai annoiati. Speriamo di ripeterci e di trovare sempre il sostegno del pubblico.