Autore: Massimo Brusasco

L’ultima del “Salotto” (per ora)

Quella di mercoledì 15 sarà l’ultima puntata della 14esima stagione del “Salotto del mandrogno”. E per il gran finale ci siamo regalati il sindaco. Rita Rossa può piacere o non piacere, ma è comunque una personalità o, se preferite, un personaggio. Al “Salotto” ha sempre portato novità e, soprattutto, ha mostrato simpatia verso il nostro talk show, che non ha pretese se non divertire e raccontare qualcosa (magari di inedito) della città e della provincia. Per il bilancio c’è tempo; per ora mi limito a ricordarvi che, domani alle 21.30, al circolo Casetta di via San Giovanni Bosco arriveranno anche due soprani e un baritono, il dottor Maurizio Molan, il botanico Angelo Ranzenigo, gli amici delle associazioni “Fulvio Minetti” e “Natura e ragazzi” e poi Sabrina Nespolo, giovanissima calciatrice, che gioca in porta. Infine: se volete porre domande al sindaco, potete scrivere a redazione@radiogold.it, l’indirizzo di posta elettronica dell’emittente che, venerdì 17 alle 21, manderà in onda la replica del “Salotto”.

Quelli che promuovono la lettura

Mi è arrivato un pacco di libri, spedito da Trieste. Sono le antologie del premio letterario “Ulcigrai”, organizzato dalla assicurazioni Generali. Ci sono i racconti premiati, tra i quali il mio. Al di là della soddisfazione personale (si partecipa per partecipare, ma se si entra in classifica è meglio), non posso non rilevare come le Generali, ormai da tempo, si stiano impegnando per promuovere la lettura, dando spazio ad autori sconosciuti. Lo fanno proponendo un libro di formato decisamente anomalo,  accattivante nella struttura, impreziosito da disegni “ad hoc”; insomma, a margine del concorso, c’è un lavoro immenso, svolto con grande professionalità. Le Generali, così facendo, ottengono visibilità – e ci mancherebbe – ma c’è modo e modo per rendersi popolari. Investire  sulla cultura, sostanzialmente, mi pare una buona idea.

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Mercoledì il “Salotto” con il sindaco

Rita Rossa, sindaco di Alessandria, sarà ospite mercoledì 15 giugno alle  ore 21.30, al “Salotto del mandrogno”, il talk show che conduco al circolo Casetta, via San Giovanni Bosco, Alessandria. Non è la prima volta che la Rossa partecipa allo spettacolo: lo ha sempre fatto con simpatia e, quand’era assessore provinciale, si è pure cimentata in un ballo… insospettabile. Parleremo di politica, di amministrazione, della città di oggi, di quello che dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi, del clima elettorale verso l’appuntamento con le urne del 2017. E poi sarà il pubblico, certamente, a fare da pungolo, proponendo temi di discussione. Saranno anche molti altri gli ospiti, dagli amici dell’associazione Fulvio Minetti, al dottor Maurizio Molan, per arrivare a quattro cantanti lirici, passando per Angelo Ranzenigo e Gianni Ravazzi che si occupano dell’orto botanico, fino alla vincitrice del concorso “Piccolo sportivo da Oscar”.

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In scena con i politici (ma a teatro)

Prima che io mi dia alla politica, è meglio che i politici si diano al teatro. Con me. E con Gian Domenico Solari, soprattutto, artefice dello spettacolo “Attori per un giorno”, la cui terza edizione va in scena domani, martedì, alle ore 21, al Teatro Alessandrino di via Verdi, ad Alessandria. Sul palco, appunto, i politici. E, con loro, medici, infermieri e personale dell’Asl, tutti insieme per proporre gag e canzoni, con finalità benefica. Il ricavato (ingresso: 10 euro) sarà infatti devoluto alla Fondazione Uspidalèt, impegnata per sostenere l’ospedale infantile Cesare Arrigo. Nelle due precedenti edizioni, abbiamo visto cose interessanti e artisticamente valide; quelle che non lo sono state hanno comunque avuto il pregio della genuinità e dell’allegria. Sarà così anche domani, immagino. Sono lieto di presentare lo show e di offrire un contributo con i Valter Ego e i nostri ormai consueti tre porcellini davanti alla salumeria il 2 novembre. Insomma, il piatto è ricco… non resta altro da fare che invitarvi a “ficcarvici”.

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Il fascino delle auto storiche

Nel tardo pomeriggio di oggi, tornerò in piazzetta della Lega, ad Alessandria, per presentare il raduno di auto d’epoca Bordino, a ricordo del celebre circuito che diede lustro alla città, grazie alla partecipazione di piloti che fecero storia. Il club Bordino, presieduto da Antonio Traversa, ha invitato equipaggi provenienti da mezza Europa: oltre 70 auto sfileranno in piazzetta, in uno straordinario clima vintage, reso tale anche da figuranti in costume. E domenica mattina, sarà piazza Garibaldi a fare da teatro, per la prima volta, al raduno: un’occasione ulteriore, offerta agli appassionati, per ammirare vetture  straordinarie  che hanno fatto epoca e che non vogliono  di certo  rimanere prigioniere in un garage. Il Bordino è un evento che riveste anche importanza turistica per il Monferrato: le auto, infatti, percorreranno le “strade dei vini”, gli equipaggi conosceranno produttori, albergatori e promotori turistici. Insomma, se abbiamo detto più volte che servono  occasioni per portare qui una “clientela” desiderosa di scoprire il nostro territorio, ecco che un’iniziativa come questa può fare al caso di chi crede nelle enormi potenzialità di questa zona. Buon Bordino a tutti, allora, un evento che sa di sport, storia e cultura. Cercherò di raccontarvelo con un microfono in mano, in un clima che spero sia soprattutto di festa.

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Solo per vederli passare

Non bisogna scomodare i miti, né per forza di cosa citare Coppi o Bartali, Girardengo o Malabrocca, colui che battagliava per arrivare ultimo, con l’imperativo di non sforare oltre il tempo massimo. Nemmeno è necessario ricordare le imprese di Gimondi e Merckx, Moser, Saronni, Pantani… Non è il caso neppure di elencare le salite che hanno fatto la storia di quello che forse è lo sport più bello del mondo, interpretato da uomini che s’arrampicano sul Tourmalet o sul Colle delle Finestre, sul Pordoi o sul Galibier, sulla Lombarda, sul Mortirolo o sul Colle dell’Agnello, dove venerdì c’ero anch’io “per vederli passare”. Ore di macchina, poi salita a piedi. Due giorni investiti per uno spettacolo durato, tutto sommato, mezzora, inclusa la carovana fatta di moto della polizia, auto degli sponsor e venditori di magliette. Il ciclismo è fantastico per le imprese dei campioni ma anche per la massa infinita che segue una disciplina fatta di muscoli prima ancora che di strategia, anche se, in tempi recenti, certe vittorie si costruiscono a tavolino e col gioco di squadra. Sul Colle dell’Agnello è stata festa per migliaia di persone, molte delle quali arrivate in bicicletta fin là in cima, o in prossimità della stessa, tra pareti di neve e ghiaccio. Giovani e anziani, magri e grassi, maschi e femmine, atletici e imbolsiti: nessuno che badasse al cronometro, ma tutti che volevano partecipare, anche pedalando, a questa festa popolare che fa spesso da contorno allo sport delle asperità e degli sprint. E, al Colle, mica c’era l’arrivo di tappa. I corridori scollinavano, e via, verso la Francia. Né si immaginava, noi, che quella frazione, partita da Pinerolo, sarebbe stata decisiva, con la caduta del leader della classifica  e il successo di Nibali che, il giorno successivo,  avrebbe indossato la maglia rosa, portandola fino al traguardo di Torino. Straordinario lui, straordiario il Giro d’Italia, straordinario questo sport che è pathos e sudore, passoione e delirio collettivo. Macchiarlo col doping è come dare un calcio alle emozioni, è tradire chi  è innamorato. E’ uccidere i sentimenti, calpestarli, buttarli al macero. E’ fare sentire idioti noi che siamo saliti lassù, solo per “vederli passare”. E che torneremo, non importa per vedere quale campione o qualche gregario: ci basterà esserci.

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Cosa può regalare lo sport

Una gran parte dei  moltissimi amici è legata al calcio. E’ gente con cui ho giocato, sia con che contro, con cui ho discusso o della quale ho avuto modo di raccontare quando, per il giornale, mi occupavo di sport. Ho conservato solidi legami e parecchi ricordi. Sabato ne ho rinverditi, rispondendo all’invito fattomi dal Felizzano, che ha chiamato le cosiddette  vecchie glorie per un ritrovo di quelli che, negli ultimi 40 anni e anche oltre, hanno indossato la casacca biancazzurra. Insomma, ho partecipato  anche io.  A descrivere  le sfumature, c’è da cadere nella retorica e perdersi nella nostalgia. Vi risparmio il supplizio. Mi piace solo dire che il calcio  mi ha regalato amicizie. Tra i buoni motivi per fare sport (non importa quale disciplina) c’è da considerare anche questo; sono sentimenti che vanno al di là di una vittoria, di una sconfitta, di una soddisfazione, di una delusione. E’ un patrimonio che non è fatto di trofei, ma che resta per sempre  (senza prendere polvere).

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L’elogio della necrologia

Invitato quale “ospite d’onore” alla serata del Kiwanis e indotto a parlare “per 20 minuti di quello che vuoi” (così mi dissero), mi sono cimentato nell’elogio della necrologia. E’ successo ieri. Dopo un iniziale e comprensibile scoramento, il pubblico mi ha seguito e credo, infine, che abbia condiviso le mie idee. Così riassumibili. La necrologia – uno dei fondamenti del giornale locale – è la certificazione del legame di un lettore con un territorio: con la necrologia, certamente, si vuole rendere omaggio al defunto, ricordarlo e farlo ricordare, ma è anche un modo per sancire il “senso di appartenenza”, che poi è l’essenza del periodico  locale, tanto più di questi tempi frettolosi in cui – come ci hanno spiegato di recente – i tanto innovativi  Facebook e Twitter sono già fuori moda, perché rimpiazzati, ad esempio, dagli spot e dai brevi filmati di  Snapchat, la chat che non consente di salvare le foto e che cancella automaticamente i messaggi appena letti (o quasi). Lunga vita alla necrologia e a tutto quello che ci dà senso di appartenenza e rende la società un po’ meno liquida. Ai commensali del Kiwanis ho raccontato anche altro (20 minuti… approfittiamone), sempre in tema di giornali, chiudendo l’intervento con “l’articolo che avrei voluto pubblicare”, ovvero un racconto dedicato ad Alessandria che ha perso il vecchio ponte ma non l’atteggiamento, un po’ superficiale, di certi suoi abitanti. Infine: grazie a Gianni Barosini per avermi invitato e a Luciano Giacomini per la targa a ricordo della serata, per me molto piacevole.

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Intenso weekend cominciato in anticipo

Va in archivio un weekend decisamente intenso, cominciato… molto prima. Mercoledì il “Salotto del mandrogno”, giovedì l’appuntamento mensile con al “cena teatrale” al ristorante Quarantuno di Alessandria, venerdì la commedia alla Casetta, sabato il Cervellone a Quattordio. Non poteva non finire che con lo sport. E, dunque, ieri, torneo di calcio inserito nella coinvolgente Festa dello sport organizzata dallo Sporting Fubine. Insomma, non ci sia annoia. E, a quanto pare, non si è annoiato neppure il pubblico che ha assistito al “Paradiso del procione”, la commedia che abbiamo presentato alla Casetta di Alessandria, un luogo a me molto caro perché da 14 anni ospita il “Salotto” che conduco. Ora il “Procione” si prende una pausa: dopo tre weekend consecutivi di repliche, un break ci vuole: ci ritroveremo il 26 giugno a Felizzano, nella splendida cornice di piazza Paolo Ercole. Piccola pausa anche per “Calci al pallone”, la trasmissione in onda il lunedì mattina su Radio Voce Spazio. Riprenderemo il 6 giugno e saremo in onda tutte le settimane per commentare gli Europei di calcio.

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“Il paradiso del procione” alla Casetta

Sarà un po’ come sentirsi a casa… perché si è alla Casetta. Stasera, venerdì 20, io e  la Compagnia Teatrale Fubinese, torneremo al circolo di via San Giovanni Bosco, Alessandria, per proporre la nuova commedia “Il paradiso del procione” (si comincerà alle 21.15, ingresso gratuito). Siamo impegnati per il terzo weekend consecutivo: significa che c’è voglia di teatro e, soprattutto, di divertirsi. Noi speriamo, stasera, di offrire un’occasione di svago e risate. I presupposti ci sono, come dimostrato nelle precedenti repliche (a Lu, Fubine, Piacenza e Sarezzano). Insomma, siamo contenti di come sta andando e ci auguriamo di migliorare sempre e di soddisfare chi investe due ore “per noi”. Spero  che, stasera, siate in molti a farlo.

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