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A San Michele per aiutare i terremotati

Devo ammettere che, quando in redazione lanciai l’idea della cena con l’amatriciana per sostenere le popolazioni terremotate del Centro Italia (colpite dal sisma poche ore prime), onestamente non mi aspettavo che ogni Pro loco, ogni Soms, ogni “qualcosa” si cimentasse in cucina. Però sono stato lieto perché tutto ciò conferma la bontà della proposta, che “Il Piccolo” ha sposato immediatamente, trovando un partner fondamentale nello chef Beppe Sardi, che poi ha coinvolto alcuni colleghi, e un eccellente supporto in don Ivo Piccinini, che ci ha messo a disposizione il bocciodromo di San Michele. Dove, stasera, mercoledì, alle 20, andrà in scena una cena per 300 persone, che sarebbero state molte di più se solo, dal punto di vista logistico, potessimo essere più attrezzati.  Le prenotazioni si sono chiuse con anticipo, al raggiungimento della quota prevista; è un segnale incoraggiante. Così come non possiamo dimenticare il contributo offerto da commercianti e grossisti della provincia grazie ai quali i 15 euro di ogni coperto potranno essere “puliti”:    tramite la nostra Protezione civile, consegneremo l’intero ricavato a persone effettivamente bisognose. Per ora non posso che ringraziare tutti quelli che parteciperanno; lo faccio a nome del “Piccolo” che, nell’edizione di venerdì, vi racconterà l’evento nei dettagli.

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L’arte nel nostro nuovo spettacolo

Il   quadro “I canonici di Lu”, capolavoro di Pier Francesco Guala, l’altro ieri è tornato  a Lu Monferrato, dopo anni di esposizione al Museo Civico di Casale. Per Lu è un grande evento che merita di essere festeggiato. E sabato 24 ci sarà una grande festa. Anche la Compagnia Teatrale Fubinese celebrerà l’evento. La nostra prossima commedia, infatti, si intitolerà “I canonici” e sarà ambientata nel 1748, allorché  i canonici luesi ricevettero da  papa Benedetto XIV la possibilità di indossare cappa e rocchetto; la concessione indusse i canonici a festeggiare per tre giorni e a convocare il Guala affinché realizzasse quel ritratto che  fa notizia ancora oggi.  La Compagnia Teatrale Fubinese, dunque, si concede un tuffo nel passato  per raccontare una “storia vera” contornandola di spunti divertenti, propri di un contesto contadino vivace e brillante. Lo spettacolo debutterà nella primavera del 2017.

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Cerchiamo di tenervi allegri

Sta cominciando un periodo di grandi appuntamenti per la Compagnia Teatrale Fubinese. Venerdì 23, alle ore 21.15, saremo a San Michele (Alessandria) dove presenteremo la nostra commedia “Il paradiso del procione”. La stessa pièce verrà replicata sabato 24 a Serravalle Scrivia (ore 21.15, zona Cà del sole). A ottobre, il sodalizio sarà impegnato nell’organizzazione della giornata benefica (domenica 9) a favore delle popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto. Dal 14 al 16 ottobre, poi, la tre giorni di festa per i 35 anni della Compagnia e i 20 della rassegna “Fubine Ridens” che inizierà il 15. Insomma, cercheremo di tenervi allegri…

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Asti non dorme, Alessandria si sveglia

“Aperto per cultura” è stata una grande manifestazione, mi permetto di aggiungere “senza se e senza ma”. E’ ovvio che non avrà raggiunto la perfezione  ma, indubbiamente, quello andato in scena venerdì sera è stato un evento memorabile, rivoluzionario, brillante per raffinatezza ed eleganza, che inverte la tendenza rispetto a proposte che sanno di riempitivo e che non fanno né apertura, né cultura, né possiedono un’anima. Dopo l’invasione oceanica al “Capodanno” del 31 agosto, Alessandria si è scoperta nuovamente attraente, desiderosa di scrollarsi di dosso  polvere e apatia. Ora che la città pare essersi svegliata, dovrebbe trovare qualche formula magica che la faccia stare sveglia. Come succede ad Asti, tanto per non andare lontano. Ieri mattina, si è consumata la tradizionale sfilata dei paesi che hanno portato in città rievocazioni del tempo che fu: 3000 figuranti, più o meno, tra due ali di folla che ha applaudito il passaggio di trattori d’epoca, personaggi in costumi, animali, musicisti: uno scenario d’altri tempi nel weekend dell’affollatissimo Festival delle sagre (dicono che ci siano numeri in calo rispetto alle precedenti edizioni, ma sono sempre cifre da capogiro) e a pochi giorni dal palio, incastonato in un settembre nel quale la città di San Secondo diventa un polo attrattivo grazie all’enogastronomia, al folclore, alla tradizione ma anche alla capacità di essere davvero capoluogo riconosciuto, caratteristica che forse ad Alessandria manca ancora. Però, voglio essere ottimista.

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Oggi apprendo della soppressione di “Ambiente Italia”, storica trasmissione di Raitre,  realizzata dalla Rai di Torino, condotta da Beppe Rovera, in vita dal 1990 e impegnata a trattare temi anche scottanti in materia ambientale, oltre che a fare conoscere alcune bellezze del nostro Paese. Tra gli epurati c’è anche Luca Mercalli, con il suo “Scala Mercalli”, uno dei programmi a mio avviso più intelligenti delle reti pubbliche in cui il conduttore, con chiarezza e ironia, riusciva a farci capire qualcosa in più del nostro Paese. Forse non erano due trasmissioni accondiscendenti, perché invitavano (anche) a riflettere. Immagino le si sia eliminate per quella sorta di “fastidio” che potevano procurare, non certo per audience barcollante. Peccato, sia per chi i programmi li confezionava sia per il pubblico che di uno scrupoloso  lavoro  poteva certamente godere (ottimo, invece, l’acquisto di Luca Semprini col suo Politics, a cui fa seguito una versione finalmente small di “Mi manda Raitre”, con Salvo Sottile). Ma forse è ancor più triste pensare che la radio sarà priva di “Sei uno zero”, la trasmissione cult con Lillo e Greg. Chi li ha fatti fuori ci offre spunto per una sentenza: non si sa più ridere con intelligenza (ma resta l’incubo di “Made in Sud”).

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Fubine c’è (per quanto possibile)

Si intitolerà, molto probabilmente, “Fubine c’è” la grande giornata che le associazioni e il Comune di Fubine stanno organizzando per raccogliere fondi da destinare a un progetto a favore delle popolazioni terremotate del Centro Italia. Il 9 ottobre, il paese sarà teatro di molte iniziative, dal mattino alla sera, all’insegna dello sport, dell’intrattenimento, dello spettacolo, senza dimenticare cibo e vino. Stiamo lavorando per definire il programma; per il momento mi piace constatare che le associazioni che, finora, ho coinvolto hanno aderito con entusiasmo alla proposta. E così il Comune e la Parrocchia. Non è la prima volta che Fubine si cimenta in un’iniziativa simile; d’altronde siamo un paese dinamico, sempre foriero di proposte, affatto propenso a tirarsi indietro. Nemmeno stavolta deluderà. Il denaro raccolto verrà destinato, nei giorni successivi, per un progetto mirato. Vi terrò informati; e sappiate che  il concorso di idee è aperto…

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Qui dove tutto ebbe inizio

Sono tornato dove tutto ebbe inizio. Mi ci hanno portato gli amici dell’epoca, rimasti tali. Mi ci ha portato, poi, l’amore per il pallone, la voglia di essere su un campo dove giocai a lungo. Ieri ho cominciato un’interessante avventura sportiva: do una mano nella gestione tecnica (esageriamo, dai!) della squadra Giovanissimi 2002-2003 dell’Unione sportiva Felizzano. Militai  anch’io nei Giovanissimi del Felizzano, dopo essere stato tesserato per gli Esordienti e dopo il debutto coi Pulcini. Quando iniziai, l’Italia, di lì a poco, avrebbe vinto i Mondiali in Spagna e, probabilmente,  i genitori di qualcuno dei “miei” ragazzi era nato da poco… Questo post non vuole essere nostalgia ma, anzi, un occasione per fare guardare avanti con entusiasmo, oltre che per ringraziare Ricky Cacciabue, Maurizio Varlotta e tutti quelli che mi hanno accolto e che, nel corso della nuova stagione calcistica,  condivideranno passioni, soddisfazioni e  inevitabili momenti difficili.

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Il binomio cabaret e gelato

Se il meteo non farà troppi scherzi, stasera, martedì, alle ore 21.30, io, Maurizio Ferrari e Massimo Faletti saremo a Frascaro, in piazza Rangone, per proporre musica e cabaret, in concomitanza con la Festa del gelato artigianale. Abbiamo in menù canzoni, parodie, gag comiche… per un’ora e mezza divertente (così è stato, perlomeno, a Borgoratto e Cuccaro, in tempi recenti). Noi vi aspettiamo in piazza, dove l’ingresso sarà gratuito.

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La voglia di distrazione

Credo che sia stata la voglia di distrazione a portare, ieri sera,  così tanta gente a Borgoratto per assistere alla commedia “Il paradiso del procione” della Compagnia Teatrale Fubinese. Penso che, dopo giorni di immagini di  macerie,  polvere,  dolore, si sia voluto prendere una boccata d’aria ristoratrice, garantita da uno spettacolo brillante. Grazie a chi ha partecipato, sottolineando la nostra performance con applausi e risate. Grazie a chi ci ha invitato e sostenuto; ad Anna Cioffi e Sara Amodio “panchinare di lusso” che hanno degnamente sostituito attrici del cast originario; grazie a chi continua a seguirci. Insomma, è stata una bella performance, che speriamo di replicare il 23 settembre a San Michele e il 24 a Serravalle Scrivia. Intanto, martedì prossimo sarò a Frascaro con Maurizio Ferrari e Massimo Faletti per una serata di musica e cabaret inserita nella Festa del gelato.

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Terremoto di stupidaggini

Se proprio non si può aiutare in qualche modo (per distanza, per indole, per ristrettezze economiche,  per mille ragioni comprensibili) lo si potrebbe fare, almeno, stando zitti. O meglio, spegnendo quel computer che ci induce, con la protezione garantitaci da schermo e tastiera, a “dare il nostro parere” anche sul terremoto. Di solito le scempiaggini sono direttamente proporzionali alla gravità dell’evento. E il sisma che ha colpito il Centro Italia è stato devastante. Ho letto di gente che non vuole donare neanche un euro “perché intanto poi se lo mangiano i politici”; che “gli sfollati sono nelle tendopoli mentre per i richiedenti asilo sono riservati appartamenti”; che “il terremoto si può prevedere”; che “ci deve pensare il  Vaticano perché ha tanti soldi”…. Insomma, siamo all’ennesima potenza del  qualunquismo. Per fortuna i social network sono anche altro, uno splendido modo per accelerare le richieste e le offerte di aiuto. Ecco, usiamoli così, cercando di evitare, almeno,  il terremoto evitabile: quello delle stupidaggini.

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