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Il cantare solidale

Stamani, come ormai da molti anni, ho avuto modo di presentare “Ti dono una canzone”, l’iniziativa dell’Aido dedicata alla promozione dei valori della solidarietà, con il coinvolgimento dei bambini. I quali hanno interpretato canzoni, quasi tutte inedite, dedicate, appunto, al “volere bene” al prossimo. Sono iscritto all’Aido da tempo, e credo nella donazione “senza lucro”, per fare sì che di fronte a una vita che se ne va altre vite (a volte anche sette o otto) possono continuare o, più semplicemente, “essere migliori”. Come sempre, l’evento che coinvolge i ragazzini è una summa di emozioni. Molto merito va a Clara Irace, la cui attività di “promozione solidale”  nelle scuole è una piccola perla che brilla nel mare del volontariato alessandrino. Per me, questa manifestazione, è sempre un toccasana, un’opportuna boccata d’ossigeno.

E adesso lanciamo “La Medusa”

Da qualche settimana, a “Il Massimo consentito”, la trasmissione di Radio Gold (venerdì alle 12.30 sugli 88.8 fm), cerchiamo di costruire la canzone dell’estate, “la risposta alessandrina ad Alvaro Soler”. Il testo è pronto, la musica quasi. Adesso si tratta di assemblare e di cantare. Lo faranno i QMC, ovvero Quelli del Massimo Consentito. Intanto, se vi va,  cominciate a familiarizzare con le parole. E non perdetevi la trasmissione, venerdì prossimo.

 

LA MEDUSA

Sì ti amo, io ti amo

te lo direi dall’Italia agli Usa

della barca il meglio che c’è in cambusa

sei per me la birra sfusa

il fiore che il mio naso annusa

una bocca giusta per la cornamusa

non lasciarmi con una scusa

mi ferisci come una medusa

Oh no, la medusa no, oh no

Sì, ti amo, io ti amo (ribadisco: io ti amo)

sei d’amare anche in montagna

sei il gioco in borsa con cui si guadagna

bella come il sole della Spagna

il premio sull’albero della cuccagna

la besciamella della mia lasagna

possibile che tu non mi capisci

e come una medusa mi ferisci

Oh no, la medusa no, oh no

Sì, si, ti amo, io ti amo (dovrebbe esserti ormai chiaro che ti amo, zuccona)

te lo urlerei da tutti i balconi

sei necessaria come la zip dei pantaloni

la maglietta fina per Baglioni

le sabbie sulle spiagge di Riccioni

per me sei Trony, non hai paragoni

te lo dico così papale papale

come una medusa non farmi male

Oh no, la medusa no, oh no

Sì ti amo, io ti amo (devo tatuarmelo sulla fronte per farti capire che ti amo?)

mi piaci come lo spaghetto al dente

il sole calante e il dì dopo nascente

il dentifricio che è al fluoro perdente

un regalo passato pur sempre un presente

te lo ripeto perché fui un ripetente

possibile che tu, te l’ho già detto prima

come una medusa… non mi vien più la rima

Oh no, la medusa no, oh no

Aido, la piacevole consuetudine

C’è una piacevole consuetudine, in questo periodo, che mi riguarda ormai da qualche anno. E’ la finale del concorso “Ti dono una canzone”, promosso dall’Aido di Alessandria a beneficio di studenti delle scuole elementari, ai quali si chiede di comporre, con l’aiuto degli insegnanti di Musica e Lettere, di comporre un brano inedito avente per tema il donare e la cultura della solidarietà. Ieri mattina, all’istituto Volta, si è svolta la festa di conclusione del progetto. E ho avuto ancora una volta il piacere di presentarla, su invito di Gianni Cibabene, Graziella Giani, Clara Irace e di tutto lo staff dell’Aido, compreso il presidente provinciale Nadia Biancato. I bambini portano sempre allegria, entusiasmo, sorrisi: lo hanno fatto anche ieri, nel corso di una mattinata che, se interpretata nel modo giusto, può essere considerata più istruttiva di una lezione scolastica.

io aido