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Il colore (politico) della neve

Succede più o meno sempre così, e anche in queste ore non si fanno eccezioni: c’è un’amministrazione di destra, nevica, i cittadini di sinistra si lamentano perché è scandaloso che le strade siano impraticabili, che non sia passato lo spartineve, che nessuno abbia buttato il sale. Il cittadino di destra, invece, ci racconta che, finalmente, c’è chi si è preoccupato di assicurare una viabilità perfetta… Se l’amministrazione è di sinistra e nevica, si lamentano quelli di destra eccetera… (ce n’è anche per i Cinque stelle, non si creda che).  La cosa fantastica  è che, comunque, quando nevica riusciamo sempre a sorprenderci, ancor prima che farci sorprendere. Come se noi non abitassimo nel Nord Italia e  non sapessimo cosa, di solito, accade d’inverno. Siamo talmente in tensione che bastano pochi fiocchi a farci irritare. E talmente prevenuti da trovare ogni pretesto per attaccare l’avversario o, semplicemente, chi amministra o governa. Dovremmo invece considerare la neve con maggior benevolenza: non fa rumore, rallegra i bambini, porta benefici alla campagna ed è candida, finché non la sporchiamo noi (di solito con auto e smog).

Sono un po’ stanchino

Ho amici nei Vigili del fuoco e non danno mai l’impressione di essere eroi. Impegno, coraggio, abnegazione sono parole che fanno parte del loro ordinario. Salvano cose e persone, e va bene così. Tutti i giorni, sostanzialmente, anche se fanno – giustamente – notizia quando succede qualcosa di eclatante, come in queste ore nel Centro Italia del terremoto, della neve, della slavina che ha distrutto un hotel e imposto imprese fuori dall’ordinario. L’altro volto della tragedia sono questi eroi che non danno l’impressione di esserlo. Mi viene in mente il tentativo di salvare Alfredino Rampi: molti ricorderanno. Non c’era Facebook: ci siamo risparmiati, all’epoca, commenti qualunquistici. L’emozione che si provava allora è la stessa di oggi. E’ come se fossimo tutti con quell’uomo che si calò nel pozzo artesiano, così come ora siamo umanamente a fianco dei vigili del fuoco e di tutti quelli che lottano contro il tempo, il freddo, i problemi. Tutti, come quelli della Protezione civile, inconsapevoli eroi anch’essi, gente come il tecnico di Alessandria che, contattato alla fine di una giornata di tremendo lavoro nei pressi di Norcia, si è limitato a dire: “Sono un po’ stanchino”.

vdf