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Si riparte con una nuova squadra

Quando mi dicono che sono giornalista, scrittore, regista, autore… vabbè tutte quelle cose che cerco di fare più o meno bene, io aggiungo sempre “allenatore di calcio”. Non perché – in effetti – lo sia, ma perché ormai da anni frequento campi da pallone cercando di dare una mano a ragazzi appassionati, spero almeno quanto me.

Ieri è cominciata una nuova avventura. Sarò nello staff di Claudio Catalano, allenatore della squadra Under 15 del Monferrato, gloriosa società di San Salvatore. L’amicizia con il presidente Luca Olivieri è stata decisiva, esattamente come significativo è il fatto che la mia precedente società, il Solero Quattordio, ha purtroppo ridimensionato il settore giovanile.

Augurando a me stesso un buon campionato, approfitto di queste poche righe per ringraziare chi mi ha accolto e anche quelli con cui, lo scorso anno, ho avuto il piacere di lavorare, da Andrea Massobrio a Fabrizio Nespolo, a Fabio Sirboni, senza dimenticare i dirigenti e, naturalmente, i ragazzi della Juniores. Buona fortuna a loro, ovunque giochino e qualunque cosa vogliano fare (sperando che lo sport rientri nell’elenco).

Quarti di nobiltà

Sipario sulle Olimpiadi, con un gran finale: la vittoria della squadra femminile di volley, grande protagonista in tutto il torneo (solo un set perso, nel match d’esordio). Abbiamo esultato con la Batocletti e Martinenghi, con Tita e Banti, Ceccon, Musetti, un Fabiani sorprendente, il duo Consonni-Viviani, Ganna… poi aggiungete a piacere, tanto di medaglie l’Italia ne ha vinte 40 (come a Tokyo, ma con due ori in più).

Però due cose penso vadano dette: in tutte le giornate dei Giochi parigini, esattamente come a Tokyo, l’Italia è andata a medaglia, ma, soprattutto, che siamo arrivati un’infinità di volte al quarto posto (25!). Niente podio, niente medaglia. Ma pur sempre quarti nel mondo.

E quando uno è quarto nel mondo (ma anche quinto, sesto…) è comunque un atleta straordinario, qualunque disciplina pratichi. Va applaudito, osannato, magari consolato, comunque apprezzato e considerato per quel che ha fatto (a cominciare dalla fatica per arrivare dov’è arrivato) e per quel che è: uno sportivo eccellente che, per qualche motivo (il più sempre: aveva davanti a sé tre rivali più forti), non ce l’ha fatta abbastanza (idem ragionando sulle squadre).