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Difficile da spiegare (e da capire)

Ci sono cose che sono difficili da capire e quindi anche da spiegare. Francamente la storia della piscina di Valenza io non l’ho mica capita  bene. Ho chiesto, fatto domande, interrogato persone minimamente interessate: ho trovato quasi sempre gente pronta a scaricare il barile, oppure reticenza, oppure dei “sì, ma”. Non mi consola il fatto che il Comune abbia ideato una commissione di indagine e che questa non abbia portato a niente. La piscina di Valenza ha due vasche, una al coperto e una al chiuso. La prima ha misure olimpioniche, quindi era particolarmente apprezzata. L’altra ha ospitato, per molti inverni, corsi di nuoto e tanti valenzani hanno imparato a nuotare lì. Da qualche anno è tutto distrutto e quel che si poteva asportare l’hanno rubato. Sul “Piccolo” di oggi raccontiamo la storia. Ma soprattutto pubblichiamo foto emblematiche. E sul sito www.ilpiccolo.net c’è un video che non ha bisogno di commento. Lo hanno realizzato quelli di inthestreet.it che, fortunatamente, sanno ancora indignarsi.

Le cose successe(mi)

Ho vinto un premio letterario e la cosa mi fa molto piacere. Un mio racconto è stato premiato, oggi, a Santhià nel corso di una manifestazione in cui, sinteticamente, è stato spiegato che la cultura è un bell’antidoto alle brutture e alla degenerazione del giorno d’oggi. Stasera, il concetto è stato ripreso con Fabio Fassio, protagonista a Fubine di un delizioso spettacolo, “Il barbiere di re Vittorio”. E, tutto sommato, è quanto ho percepito anche giovedì e venerdì, in due appuntamenti in cui sono stato coinvolto, ovvero l’incontro a Valenza in cui ho avuto modo di parlare della “Vita da giornalista” (con la collega Silvana Mossano), e la serata, purtroppo guastata dalla pioggia, all’orto botanico di Alessandria, per l’apertura della “Green week” (se vi capita, in questi giorni, andate: è in via Monteverde). Sono stato particolarmente lieto  delle cose successe(mi): infondono ottimismo, fanno capire che, alla fin fine, c’è speranza.

Raccontiamoci a Valenza

Domani, giovedì 2 maggio, sarò a Valenza a parlare della professione del giornalista. Lo farò con la collega della “Stampa”, Silvana Mossano, con la quale sono accomunato da almeno tre cose: la passione per questo mestiere, il fatto che entrambi abbiamo (anche) pubblicato libri, gli esordi a “Vita casalese”. Ci troveremo alle ore 21 al Centro comunale di cultura di piazza XXXI Martiri. Colloquieremo con Riccardo Massola, direttore della biblioteca civica, e Costanza Zavanone, assessore alla Cultura. Penso che si avrà modo di raccontare di una professione di cui (ci illudiamo) c’è ancora bisogno per raccontare gli eventi, cercare di spiegarli e dare punti di riferimento precisi nell’epoca del web, gigantesco contenitore che ospita senza selezionare. Vi aspetto per chiacchierare con noi  in  un luogo che, una volta al mese, si apre alla città anche di sera. Ed è una buona cosa.

“Teatro per”

“Teatro per gioco” è stata una manifestazione di successo. Che forse dovrebbe chiamarsi “Teatro per passione”. O magari “Teatro per stare insieme”. O “Teatro per fare”, o anche “Teatro per essere”. Comunque sia, teatro. Il teatro dei classici e di autori sconosciuti, il teatro che fa ridere, emozionare o meditare. Ieri sera, a Valenza, c’è stato un bello spot al teatro, grazie a Gianluca Pivetti e Agata Tinnirello, motori di un’iniziativa che ha coinvolto AliEna, Compagnia di Prosa di Quattordio, Ikeatrando, Notte Magica, I Provvisori e anche la Compagnia Teatrale Fubinese, ben lieta di esibirsi al “Sociale” di corso Garibaldi. E’ stata una festa collettiva, con molto pubblico e incasso devoluto in beneficenza. E penso che  i più (organizzatori, presentatori, attori, tecnici, spettatori) siano rincasati con sensazioni positive. Noi ci siamo proposti con “La pausa caffè – Il trailer”, ovvero una riduzione, in forma di trailer cinematografico, appunto, della commedia “La pausa caffè” che debutterà venerdì a Rivarone e sarà presentata sabato e domenica a Fubine. Mettiamola così: il prologo è stato incoraggiante.

Valenza, arriviamo

Grazie ad Agata Tinnirello e a Gianluca Pivetti, stasera, sabato, la Compagnia Teatrale Fubinese sarà al Teatro Sociale di Valenza (ore 21) per aderire a “Teatro per gioco”, un evento a cui partecipano cinque sodalizi della provincia, impegnati in un’iniziativa benefica, con ricavato devoluto all’acquisto di giochi per bambini da installare nei parchi valenzani. Noi presenteremo “La pausa caffè – Il trailer”, ovvero una riduzione, decisamente significativa, della commedia “La pausa caffè”, che debutterà venerdì prossimo a Rivarone. Con me sul palco Massimo Bosia, Cesare Langosco, Paolo Tafuri, Marina Roncati, Doriana Bellinaso, Valter Nicoletta e Franco Mordiglia (dietro le quita, Giancarlo Devidi e Lidia Mordiglia), tutti  alle prese con un copione inedito che rimarrà un “unicum”. Un motivo in più per invitarvi…

“Teatro per gioco”, la prevendita

“La pausa caffè – Il trailer” è una riduzione della nostra nuova commedia. La presenteremo, in versione trailer appunto, sabato 6 aprile al Teatro Sociale di Valenza, nell’ambito di “Teatro per gioco”, una rassegna alla quale partecipano 5 compagnie. Si comincia alle 21, ingresso 8 euro (5 i ridotti) e ricavato devoluto all’acquisto di giochi per i parchi cittadini destinati all’infanzia. Siamo molto lieti di partecipare a questo evento, con tante grazie a Gianluca e ad Agata che ci hanno invitato. E’ un bel modo non solo per farci conoscere e per fare apprezzare una pillola de “La pausa caffè”, ma anche per contribuire alla “diffusione del teatro” sostenendo una giusta causa. Se volete acquistare i biglietti in anticipo potete rivolgersi alla G.E. Informatica (largo Costituzione della Repubblica 17,  Valenza); per ogni informazione: 393 2401918.

I “Gramigna” lunedì a Valenza

Domani, lunedì 21, alle ore 15, al Centro comunale di Cultura di Valenza (piazza XXXI Martiri), avrò il piacere di presentare il mio libro, “Il raduno dei Gramigna”. Sono stato invitato dall’Unitré, associazione molto attiva in città e artefice di incontri e proposte. Ringrazio fin d’ora gli organizzatori e chi avrà la bontà di partecipare. Trascorreremo insieme un’oretta, spero divertente, in cui, più che un romanzo, saranno protagonisti personaggi e storie che, secondo me, vale la pena di raccontare, tanto più di questi tempi in cui tutto sembra dover finire in un frullatore e poco rimane nella memoria.  Il  libro è edito da Edizioni della Goccia (www.edizionidellagoccia.it; info@edizionidellagoccia.it).