Cose pallose di pallone (1)

  1. Siamo tutti Mancosu. Idealmente, si capisce. Non si può non solidarizzare col capitano del Lecce. Mancavano pochi minuti alla fine di una partita da vincere per continuare i playoff, con obiettivo la Serie A. Rigore. Batte Mancosu, palla alta (come un qualunque Baggio nella finale dei Mondiali del 1994): il Lecce pareggia e dà addio ai sogni. Mancosu era stato fuori per alcuni mesi: dicevano per appendicite, aveva un tumore. Ha lottato, dovrà lottare ancora. Il calcio dà e toglie, come la vita. Il lieto fine non c’è sempre, purtroppo.
  2. E’ morto Tarcisio Burgnich. Con quel nome mi sa che poteva fare solo il difensore. Rude, peraltro. E’ stato uno degli eroi del Messico, nel 1970. Pelè lo ha sovrastato in finale, ma quell’Italia (la stessa del 4-3 con la Germania) è arrivata sul podio anche grazie a lui. Dopo Bellugi, un altro mastino nel paradiso degli atleti.
  3. E’ inutile. Il mondo del calcio sembra tragicamente fuori dalla realtà. Conte che se ne va da un’Inter che vuole, comprensibilmente, ridimensionarsi; la Juventus, con forti debiti, che pare attiva sul mercato (degli acquisti, eh); i prezzi degli allenatori salgono a dismisura, per non dire delle commissioni dei procuratori. Sono solo esempi. A me sembra una follia da cui pare proprio non si riesca a uscire.

Massimo Brusasco

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