Il senso del “local”

Domenica scorsa, “Al pais d’Lu”, il giornale che da un ventennio ho il piacere di dirigere (in realtà sono a titolo di firma o poco più), ha ricevuto la benemerenza da parte del sindaco di Lu, Michele Filippo Fontefrancesco, durante la festa di San Valerio. Non è un Oscar, ma comunque un premio significativo: la consacrazione dell’importanza di un periodico locale, che non solo informa ma vuole essere anche una sorta di diario, di registro delle attività di Lu e dintorni, oltre che un’occasione di confronto, talvolta anche acceso.  Nell’epoca del web dilagante e dei social, della velocità e dell’ammasso di notizie, un giornale che esce una volta al mese, che offre spunti di riflessione e che parla di piccole cose ha ancora molto senso, tanto più nella versione cartacea (c’è anche quella in pdf, però). Mi auguro che “Al pais d’Lu”, presente da 45 anni,  goda di lunga vita: per i nostri piccoli paesi è comunque una vetrina importante, se non proprio una boccata d’ossigeno.

Ps: grazie a Valeria Verri, attuale direttore, al tuttofare Gherzi, ai direttori che, negli anni, si sono succeduti.

Massimo Brusasco

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