Categoria: News

È rinato il sito internet

Dopo 10 anni di navigazione, il sito www.massimobrusasco.it si è concesso una pausa forzata, dovuta a problemi di server. Abbiamo fatto di necessità virtù, per tornare con un sito nuovo, a cominciare dalla grafica. Gli affezionati lettori (ai quali spero se ne aggiungano di nuovi) potranno trovare notizie sul Salotto del Mandrogno, sulla Compagnia Teatrale Fubinese, sui Valter Ego e, in generale, sulle mie attività di “giornalista-scrittore”. Se avete voglia di seguirmi… questo è uno strumento più che valido. Dunque: teniamoci in contatto.

io sorridente

Provare a far finta che sia tutto normale

Sono andato a presentare il quiz “Il Cervellone”, al Caffè Marini di Alessandria. C’era tanta gente, come ogni martedì. Ci si è divertiti. C’è stata pure una sfida “live” con un locale della provincia di Bologna. C’era aria di festa. Non s’è fatto il minimo cenno a quello ch’era successo in mattinata. Bruxelles non solo sembrava lontanissima, ma era come se non esistesse. Via dalle carte geografiche, quasi si volesse cancellare il dolore o, almeno, tenerlo a debita distanza. Ci siamo concessi due ore di spensieratezza, una boccata d’aria fresca dopo le notizie che ci hanno bersagliato per tutta la giornata. E’ difficile far finta che sia tutto normale: non può essere considerato “normale” chi si fa esplodere, chi sparge morte, chi fomenta odio in nome di chi sa quale ragione. Mi sono chiesto se fosse sensata la caciara del quiz, quasi al termine di una giornata che ha segnato il Belgio e l’Europa tutta. Il mio “sì” non è un risposta di comodo, ma un modo per dire che ai criminali che ci vogliono distruggere non possiamo darla vinta con la nostra paura, i patemi infiniti, l’annientamento del divertimento e della risata.

Cervellone

La settimana, da Altafini a Pupi Avati

È stata una settimana molto particolare  e ricca di spunti. Ho avuto modo di presentare “Il Salotto del Mandrogno” al circolo Casetta e “Il Cervellone” al ristorante Il Mondo di Bua. E poi ci sono stati gli appuntamenti radiofonici, che ormai sono appuntamenti consueti, esattamente come quelli per allestire la nuova commedia della Compagnia Teatrale Fubinese, che debutterà l’8 aprile a Lu Monferrato. E anche un mini lezione di giornalismo a scuola… E’ stata anche una settimana importante per i Valter Ego: il nostro trio cabarettistico ha ottenuto l’accesso alle semifinali del Festival del cabaret emergente di Modena: non male. Mi piace però, al momento del bilancio, fare due nomi: Josè Altafini e Pupi Avati. L’ex calciatore, volto notissimo per gli sportivi, ha impreziosito il “Salotto”, portando verve, buonumore e offrendo interessanti spunti di dibattito. E Avati? Il grande regista mi  ha  scritto una lettera nella quale spiega di avere letto il mio libro “Palla tonda teste quadre” e di averlo apprezzato, aggiungendo  che  le sue fonti di ispirazione sono un po’ più… indietro nel tempo rispetto agli anni in cui è ambientato il mio romanzo. Resta, comunque, la soddisfazione di avere ricevuto un parere così autorevole. Insomma, a volte si ha l’impressione di scrivere invano. A volte no.

Pupi Avati

Valter Ego in semifinale al Festival del cabaret

I Valter Ego tornano in auge. In attesa di proporre al pubblico le gag in cantiere, si va in scena con i collaudati “Porcellini davanti alla salumeria”, che io, Valter Nicoletta e Moreno Mantoan abbiamo proposto al Festival del Cabaret emergente di Modena. Ben 220 cabarettisti iscritti: noi siamo tra i 16 approdati alla semifinale (esibizione il 9 aprile a Vignola, in provincia di Modena). E’ uno strepitoso risultato… poi si vedrà.

Valter Ego

Se il politico preferisce la D’Urso

S’è aperto un dibattito che ritengo interessante: i politici principali, anziché partecipare ai talk show che si dedicano essenzialmente alla politica, preferiscono ospitate in trasmissioni leggere, popolari, apprezzate da un pubblico vario, quello dei giovani, delle casalinghe, dei “non laureati”. Insomma: meglio “C’è posta per te” che “DiMartedì”, meglio la D’Urso di Giannini. C’è una logica? Certo che c’è: la D’Urso, tutta sorrisi e ammiccamenti, a Renzi non farà mai (come, in effetti, non ha fatto) le domande imbarazzanti che invece, sono nel bagaglio di Nicola Porro, Massimo Giannini, Giovanni Floris… Idem la De Filippi a Salvini, col leader della Lega perfettamente a proprio agio al cospetto della Signora della televisione, la quale, sulla strada dell’intervista, non gli ha certo fatto trovare quegli ostacoli che probabilmente un giornalista autentico avrebbe piazzato almeno qua e là. Non so se tutto ciò abbia una logica; di certo, se è vero che Giannini (professionista serio, che – tra l’altro – non ha certo la fama di essere di destra) ha inseguito a lungo Renzi senza riuscire a portarlo negli studi di “Ballarò”… c’è qualcosa che non va. Tanto più che il premier non è né timido né restio all’apparire.

Barbara D'Urso

Stregatti: colore, vivacità e buon senso

M’è parso uno spettacolo vivace e colorato, secondo la cifra alla quale gli Stregatti ci hanno abituato. Uno spettacolo di buon senso, anche, per trattare di bellezza, apparenza, ambizioni. Fubine Ridens ha ospitato una compagnia “amica” che ha saputo riempire il salone della casa del popolo: il pubblico ha gradito. Brava Giusy Barone ad allestire la commedia, intitolata “Bellissimo”, decisamente valide le interpretazioni di Claudio Vescovo, Simona Gandini, Stefania Cartasegna e Assunta Floris. E’ stato un piacevole sabato, il sesto della 19esima edizione di una rassegna che è definitivamente cresciuta, premiando gli sforzi della Compagnia Teatrale Fubinese che la organizza. E che concluderà la stagione con la propria commedia, il 16 aprile. Titolo: “Il paradiso del procione”. Ma di questo vi racconterò la prossima volta…

Compagnia Stregatti

“Sognavamo le Ragazze Cin Cin”

Edito da Il Filo, che lo ha pubblicato nel 2008, “Sognavamo le Ragazze Cin Cin” ha per sottotitolo “Storia minima di una generazione senza ideali e senza computer”. E’ una sorta di saggio, che mi sono permesso di scrivere per rendere omaggio a noi nati degli Anni Settanta che avevamo come punto di riferimento le celebri protagoniste della trasmissione televisiva “Colpo grosso”. Si parla di televisione, politica, cartoni animati, con leggerezza. Sperando di regalare qualche sorriso.

La tristezza del caso Malerba

Devo ammettere che il caso Malerba mi intristisce. Angelo Malerba è il capogruppo dei Cinque stelle in Comune ad Alessandria, arrestato ieri per furto aggravato: stava cercando di rubare 100 euro in un armadietto della palestra che era solito frequentare. Sorpreso in flagrante, ora è ai domiciliari, in attesa della convalida del fermo prevista per stamani. Ecco: sono triste più che indignato. Triste perché mi è difficile immaginare un amministratore comunale che scassina l’armadietto di uno spogliatoio; triste perché lo fa per rubare una cifra irrisoria; triste perché un uomo si è rovinato la vita (non quella politica; proprio la vita in sé) e perché il caso ha dato libero sfogo ai novelli moralizzatori, pronti ad accanirsi sulla preda, che – comunque – scagionare, a quanto sembra, è piuttosto complicato. Uno che ruba è un ladro, e di dubbi non ce n’è. Il movimento di Grillo lo ha espulso dal partito, chiedendone legittime dimissioni da incarichi pubblici. Mi intristisce anche che Alessandria faccia notizia per la scempiaggine di un suo amministratore, come se questa città – fatta salva la parentesi calcistica culminata con la partita dei Grigi a San Siro – non abbia già di che lagnarsi. Oggi va così, è una di quelle giornate che buttano in tristezza. E leggere certi commenti sui social non è il modo migliore per trovare consolazione.

Comune di Alessandria

I Promessi sposi, la Passione e il gatto che non voleva stare solo

Dopo “Sognavamo le Ragazze Cin Cin” e “Palla tonda teste quadre“, ecco il mio nuovo romanzo (uscito a marzo 2015): si intitola “I Promessi sposi, la Passione e il gatto che non voleva stare solo”, pubblicato da Lineadaria Editore.

Il romanzo è ambientato in un piccolo paese che si sta spopolando. Il sindaco, impegnato a invertire la pericolosa tendenza, trova una soluzione piuttosto originale, coinvolgendo perfino la Signora in giallo del celebre telefilm.

TRAMA. Barlume di Sotto è un piccolo paese dove le uniche emozioni sono dovute ai suicidi. Il sindaco Bertone, il suo vice Bertino e il professor Bertana, per cercare di restituire popolarità a una località che, spopolandosi ulteriormente, rischierebbe l’estinzione, decidono di organizzare un grande spettacolo collettivo, per il debutto del quale vogliono avvalersi di una testimonial d’eccezione: la Signora in giallo, portata alla notorietà da telefilm a lungo in voga. Cercano di contattarla grazie a Frank, un barlumese emigrato in America, dov’è dedito ad attività tutt’altro che nobili. Intrighi amorosi e investigatori improvvisati si infilano nelle pieghe della storia dove l’unico imperturbabile sembra essere il gatto Durdu…

“Palla tonda teste quadre”

Mondiali di calcio 1982: l’Italia vince, campioni del mondo!! Nel piccolo bar Sport di Alfredo i soliti clienti, tutti incollati allo schermo del televisore fino a un attimo prima, hanno iniziato un’accesa discussione, ovviamente calcistica, che sembra non giungere a conclusione, quando ecco l’idea: risolvere tutto con una partita di calcio! Mondiali di calcio 2006: l’Italia vince, campioni del mondo!! La scena è la stessa di ventiquattro anni prima, anche i protagonisti sono gli stessi. Nel tempo sono invecchiati, cambiati, si sono trasferiti e ognuno ha trovato la propria strada… ma come rinunciare alla nuova sfida? E perciò eccoli tutti lì, su quel piccolo campetto interno all’oratorio, pronti a farsi valere e a vincere.

Massimo Brusasco è nato l’8 gennaio del 1970. Giornalista professionista, redattore del giornale “Il Piccolo” di Alessandria, autore di racconti, commedie e spettacoli di cabaret, ha già pubblicato con Il Filo il libro Sognavamo le Ragazze Cin Cin.