E che buon teatro sia

Oggi, 27 marzo, è la Giornata mondiale del teatro. Gli auguri si impongono a chi recita, a chi dirige, a chi pensa alle scenografie e alle luci. A chi scrive i testi, a chi li adatta, ai costumisti. A chi col teatro vive e a chi il teatro cerca di non farlo morire. Ai professionisti e ai dilettanti, a chi investe denaro e a chi investe tempo. A chi sottrae spazio ad altro (o ad altri…), facendo sacrifici, a chi confida nella Siae, a chi la Siae la deve pagare, a chi fa ridere, a chi fa piangere, a chi fa riflettere. E’ la festa degli insegnanti di recitazione e trucco e degli allievi che cercano di imparare. Vorrei fosse la festa, soprattutto, degli spettatori, con l’augurio che siano mossi  sempre da curiosità e consapevolezza, e che abbiano voglia di vincere la pigrizia e uscire di casa per andare in quei luoghi magici dove ogni sera è diversa dall’altra e non c’è spettacolo identico al precedente (anche se si chiama replica). Buon teatro, infine, alla mia Compagnia. Esiste dal 1981; se procediamo, è perché, comunque, ne vale la pena.

Massimo Brusasco

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