Autore: Massimo Brusasco

Mattarella, e bravo

Ci ha  mandato a votare con una legge elettorale scriteriata, e adesso chiede ai partiti un senso di responsabilità. A fare, così, il presidente della Repubblica credo siano capaci in molti. Dei difetti del Rosatellum si sapeva tutto. Ne cito due; il primo: non dà modo agli elettori di scegliere; il secondo: non garantisce affatto la governabilità. Domenica abbiamo votato, non abbiamo potuto scegliere e la governabilità non c’è. Ieri  Mattarella se n’è uscito  con la richiesta di senso di responsabilità ai partiti. Ma lui non ha avuto, invece, responsabilità quando era ora di promulgare la legge? Non gli è venuto  qualche dubbio? Eppure le pulci nell’orecchio gli erano state messe, ad esempio dalla Lega, da Fratelli d’Italia e dalla sinistra radicale… Macchè: ha preferito avallare l’accordo di chi (Renzi, Berlusconi, Di Maio…) poi d’accordo non è capace a mettersi. Non so quali saranno le conseguenze; rabbrividisco, però, di fronte all’ipotesi di nuove elezioni (con stesso sistema elettorale) e allo stallo che si profila. Del quale non ha affatto bisogno l’Italia, un Paese che chiama “inciucio” quella che per  Germania è la  “grande coalizione”.

Il colore (politico) della neve

Succede più o meno sempre così, e anche in queste ore non si fanno eccezioni: c’è un’amministrazione di destra, nevica, i cittadini di sinistra si lamentano perché è scandaloso che le strade siano impraticabili, che non sia passato lo spartineve, che nessuno abbia buttato il sale. Il cittadino di destra, invece, ci racconta che, finalmente, c’è chi si è preoccupato di assicurare una viabilità perfetta… Se l’amministrazione è di sinistra e nevica, si lamentano quelli di destra eccetera… (ce n’è anche per i Cinque stelle, non si creda che).  La cosa fantastica  è che, comunque, quando nevica riusciamo sempre a sorprenderci, ancor prima che farci sorprendere. Come se noi non abitassimo nel Nord Italia e  non sapessimo cosa, di solito, accade d’inverno. Siamo talmente in tensione che bastano pochi fiocchi a farci irritare. E talmente prevenuti da trovare ogni pretesto per attaccare l’avversario o, semplicemente, chi amministra o governa. Dovremmo invece considerare la neve con maggior benevolenza: non fa rumore, rallegra i bambini, porta benefici alla campagna ed è candida, finché non la sporchiamo noi (di solito con auto e smog).

Bisogno di cultura

 

Quargnento ha recuperato la chiesetta della Trinità, esattamente come Fubine ha fatto con quella dei Batù, diventata il “nostro” teatro. Sono state due operazioni un po’ differenti, ma concettualmente simili. In entrambi i paesi si è restaurato un ex edificio religioso, dalle alterne sventure, per trasformarlo in uno spazio per eventi, esaltandone anche la bellezza artistica e architettonica. Domani, alle 16.30, Quargnento inaugurerà la “nuova vita” della  Trinità di piazza Primo Maggio. Apprezzeremo l’opera, così come faremo con il concerto che accompagnerà il taglio del nastro. Abbiamo bisogno di amministrazioni attente alla cultura: è (anche) su questa che i nostri piccoli paesi devono fare leva per garantirsi un futuro.

Il comandamento mancante

Se le Tavole della legge fossero attuali, dovrebbero avere un comandamento ulteriore: “Non sprecare”.  Su cosa non si debba sprecare ho pochi dubbi. Anche se c’è chi mi suggerisce “tempo”, io dico “cibo”.  Compriamo troppo e senza raziocinio; riempiamo il frigorifero di alimenti che lasciamo scadere; ai buffet, poi, è un disastro. Il tutto mentre c’è chi soffre di denutrizione. Detta meglio, per citare Jovanotti tirato in causa dallo chef stellato Andrea Ribaldone: metà del mondo fa la fame e metà si nutre di aspartame. Ho aderito a “Una buona occasione”, il progetto con cui la Regione Piemonte contrasta lo spreco di cibo. Stamani se n’è parlato al Teatro San Francesco; ero sul palco con un bel po’ di gente che sposa la medesima filosofia (in particolare associazioni benefiche, ad esempio Libera, San Francesco, Banco alimentare…). In platea, molti ragazzi, destinatari – spero interessati – di messaggi chiari. E’ stata la prima  di iniziative sensate, con sfondo sociale. Io ho aderito con entusiasmo, ben lieto che “Il Piccolo” abbia fatto  altrettanto, insieme a molti  partner. Non risolveremo i guai del Pianeta, ma ci metteremo del nostro. D’altronde non è che i dieci comandamenti abbiano cancellato i problemi…

Il lunedì radiofonico

Doppio appuntamento radiofonico domani, lunedì 26. Alle ore 9 su Radio Voce Spazio (93.8) tornerà “Calci al pallone”, la consueta rubrica che conduco, con i commenti di don Ivo Piccinini, Gianni Sacchi e Giancarlo Bellone. Alle ore 21, invece, su Radio Gold (88.8 e 89.1, www.radiogold.it per chi ci vuole sentire in streaming), andrà in onda la replica del “Salotto del mandrogno”, il talk show che, mercoledì, abbiamo proposto al circolo La Familiare di Alessandria. Tra gli ospiti, i Western Comfort, la Coltelleria Einstein, il pilota Enrico Prato, l’imprenditrice Ursula Stor (una svizzera che si è innamorata della nostra provincia), l’assessore Piervittorio Ciccaglioni e Simona Robotti. Lo spettacolo, arricchito dai contributi di Gianni Naclerio, Franco Rangone, Gianni Pasino e Ugo Boccassi, è piaciuto molto. Mi auguro che anche i radioascoltatori lo possano apprezzare.

Il merito? Scegliere gli ospiti giusti

Un breve post per ringraziare tutti quelli che si sono complimentati per la riuscita del Salotto del mandrogno di mercoledì sera. Non posso prendermi merito se non quello di avere invitato le “persone giuste”, dalle deliziosa Coltelleria Einstein ai sublimi Western Confort, e poi Ursula Stor, Enrico Prato, Simona Robotti, sul palco della Familiare con l’assessore Pier Vittorio Ciccaglioni, oltre al cast fisso composto da Gianni Naclerio, Franco Rangone,  Ugo Boccassi e Gianni Pasino, che ha proposto un pezzetto della businà carnevalesca.  Non voglio aggiungere altro, se non che lunedì alle 21 la puntata sarà trasmessa da Radio Gold (88.8 fm) e ringraziare, naturalmente, tutti quelli che concorrono al successo del talk show. Per la prossima puntata, quella di marzo, il filo conduttore saranno “Le stelle”, come da carta dei tarocchi sorteggiata ieri sera.

 

Stasera vi aspetto al “Salotto”

Una compagnia teatrale che porta il nome di Alessandria in giro per l’Italia; un gruppo musicale rinato dopo una gloriosa carriera. La Coltelleria Einstein (con Giorgio Boccassi e Donata Boggio Sola) e i Western Comfort saranno tra i protagonisti del “Salotto del mandrogno” di stasera, mercoledì. Vi aspetto alle ore 21.30 al circolo La Familiare di viale Massobrio, Alessandria. Non solo l’ingresso è (come sempre) gratuito, ma al termine degusteremo insieme salumi (di Cereda) e vino (della cantina di Ricaldone), dopo esserci goduti uno show decisamente vario, sui cui dettagli vi rimando a un post precedente. Chiacchiere, musica, uno sprazzo di “businà”, un po’ di serio e un po’ di faceto, come sempre. Vi aspetto per una grande serata.

 

Mercoledì 21 il Salotto: gli ospiti

La rinata band Western Comfort e la compagnia teatrale Coltelleria Einstein (con Giorgio Boccassi e Donata Boggio Sola) saranno tra gli ospiti del Salotto del mandrogno, il talk show che andrà in scena mercoledì 21 febbraio, alle ore 21.30, al circolo La Familiare di viale Massobrio (ingresso libero). Sul palco anche il pilota di aerei Enrico Prato, l’imprenditrice Ursula Stor  (una svizzera che ha aperto un agriturismo a Ponti, dopo essersi innamorata della nostra zona), la modella Valeria Silvani, il fotografo Alessandro Caramagna e Simona Robotti che amministra  uno dei più importanti fans club mondiali sui social dell’attore  Tom Hiddleston. Una serata molto ricca, dunque, con filo conduttore ‘il  mondo’, inteso come carta dei tarocchi. Al termine, degustazione dei salumi di Cereda di Castellazzo e del vino della cantina di Ricaldone. Con me sul palco, i musicisti Gianni Naclerio e Franco Rangone, Ugo Boccassi e Gianni Pasinò, che proporrà una porzione della ‘businà’ carnevalesca. Radio Gold registrerà la puntata che manderà in onda lunedì 26 alle ore 21 sugli 88.8 e 89.1. fm.

 

Ode alla busiunà (e a Luca)

Viva il dialetto e viva chi si batte per salvaguardarlo. Penso a Mario Lombardo di San Salvatore, a Piero Raiteri di Castelletto Monferrato. A tutti quelli che, ad esempio, sabato saranno a Castellazzo con gli Amici della Pista e la Pro loco che presenterà la businà, tipica poesia satirica carnevalesca. Che, col nome “busiunà” (lo so: esageriamo sempre),  proponiamo anche a Fubine, addirittura in doppia versione. Stasera (ore 21), Paolino e Cesare la leggeranno nel rione Valle; giovedì (sempre alle 21) io e Iccio ci esibiremo al rione Nani. Due testi differenti, con l’unico scopo di divertire. Oltre che di tener viva la tradizione e dare lustro al dialetto, nobilitato in tempi recenti da Luca Barbarossa che non solo ha proposto al Festival di Sanremo una canzone in romanesco (romano, dice lui), ma ha anche apertamente celebrato il vernacolo, lingua più viva che mai. Se lo dice Luca, se lo dice a Sanremo…

Anche Dario sul palco con Fede

Il pubblico di Fubine Ridens, ieri sera, ha scoperto la simpatia di Dario Biollo, diventato, d’un tratto, la spalla di Federica Sassaroli. Chiamato sul palco, ha impreziosito con verve e spontaneità una delle simpatiche gag con cui  l’attrice-cabarettista ha “alleggerito” uno spettacolo di temi importanti, partendo dalla scoperta della malattia e dalla rabbiosa reazione di chi è oggetto di una diagnosi implacabile. Federica, con “Lei non sa chi sono io”, ha messo in mostra il meglio del proprio repertorio, mescolando il serio al faceto, l’introspezione al paradosso. Abbiamo riso e riflettuto. Con o senza Biollo, è stata una serata speciale, resa tale da un’attrice meritevole di palcoscenici ben più prestigiosi del nostro.