Autore: Massimo Brusasco

I cowboy in attesa

Oggi abbiamo messo la parola fine a un copione teatrale. Si intitola “Non si vede un Kansas” ed è il nuovo spettacolo di Marco e Mauro, il cui debutto era previsto per la primavera. Ci siamo presi un po’ più di tempo, per ovvi motivi. E’ stato un lungo lavoro iniziato lo scorso anno: un pezzo, poi un altro, poi una canzone, poi si ritorna indietro per modificare, poi viene in mente uno spunto e allora si scompagina, si reimposta. E’ un andirivieni di mail, visto che – ancor prima del virus – si lavora a distanza. “Non si vede un Kansas” è una parodia del mondo del West che, per l’occasione, è trasferito a Santhià e in vercellese di risaie e poc’altro. E’ l’ennesimo spettacolo che scrivo con (e per) Marco e Mauro e sono certo che loro sapranno aggiungere quel “quid” che esce dal copione e impreziosisce lo show. Mi auguro che presto vada in scena e che un pubblico numeroso lo possa apprezzare. I cowboy, quando si cimentano in duello, hanno ritmi lenti… Possono aspettare ancora un pochino.

Come vedere il Salotto

https://meet.google.com/avm-nang-vwy
questo è il link per vedere “Il Salotto del Mandrogno” in diretta stasera, venerdì. Copiatelo e incollatelo sulla barra in alto… E dalle 21.15 potrete vedere lo spettacolo. Per informazioni più precise: www.rivaronesi.it

Sarà un’esperienza nuova, per me che presento, per gli ospiti (il dottor Andrea Rocchetti, il cantautore Dado Bargioni, il direttore del Piccolo, Alberto Marello, la promotrice di eventi Lia Tommi, l’attore Luigi Di Carluccio) e per chi vorrà seguirci, naturalmente tramite computer.

E grazie soprattutto a Massimo Canonico che ci mette a disposizione la piattaforma per i collegamenti e che si presta come regista.

Il teatro senza

Oggi, 27 marzo, è la giornata del teatro. La prima senza attori in scena, la prima senza riflettori che s’accendono e sipari che si alzano. La prima senza spettatori, senza le ansie di un debutto, la fatica delle repliche, i costumi da indossare, il trucco da sistemare. La prima senza manifesti che annunciano, i fotografi che scattano, la gente che ride, si commuove, applaude. La prima senza le critiche e le recensioni, le pacche sulle spalle, le congratulazioni, i registi a dire che “sarebbe potuta andare meglio”, gli autori compiaciuti oppure delusi perché se l’erano immaginata diversamente…

Quante cose mancano in una giornata del teatro senza teatro.

Ma noi teatranti siamo una comunità effervescente, originale, balorda. Non buttiamo via il tempo. Teniamo lontano il virus a colpi di video e iniziative domestiche. Ci sarà chi studia, chi scrive, chi progetta. Chi recita davanti allo specchio, senza abiti di scena ma in tuta da ginnastica. E, quando finirà, saremo pronti a un abbraccio, finalmente.

Il “Salotto del mandrogno” in video

Già vi dico che non sarà la stessa cosa, ma di questi tempi le “stesse cose” non sono d’attualità. Noi, comunque, ci proviamo, soddisfacendo le “grandi richieste” di chi ritiene che il “Salotto del mandrogno” sia un appuntamento irrinunciabile. Quello vero sarebbe stato mercoledì 18; quello finto sarà venerdì 27, alle ore 21.15, naturalmente online. Io condurrò da casa, e a casa saranno anche gli ospiti (Dado Bargioni, Massimo Canonico, Alberto Marello, Lia Tommi, Luigi Di Carluccio, il microbiologo Rocchetti…). Saremo in diretta video, sul web. Alle 21 di quella sera troverete sulle pagine Facebook mia e del Salotto, ma anche degli ospiti stessi, oltre che su questo sito, il link su cui cliccare per collegarsi con noi. Tutto gratuito, naturalmente. Potete farlo da pc, tablet, smartphone. Se avete bisogno delucidazioni, scrivete a info@rivaronesi.it. Speriamo di essere all’altezza delle aspettative ma, soprattutto, ci auguriamo di tornare presto a vederci… come da 18 anni siamo abituati.

I numeri, le persone

Oggi sono 11 e siamo solo a metà giornata. Undici morti, da ieri sera, in provincia di Alessandria per coronavirus. Il bollettino dell’Unità di crisi mi arriva puntuale: quanti sono i deceduti, quanti nell’Alessandrino, quanti nel Torinese… li si somma con quelli morti finora, si fa il raffronto con i contagiati (tot oggi, tot fino ad oggi), si aggiungono quelli che sono in quarantena, i tamponi effettuati e, infine, come si volesse concedere una boccata d’aria fresca, arriva il numero dei guariti. Cifre, sempre cifre. Chi le comunica fa il suo lavoro, e lo fa anche bene. Io però continuo a pensare che ogni numero relativo ai morti corrisponde a una persona, che probabilmente se n’è andata con la coscienza di farlo, e certamente senza il conforto di un famigliare e senza un funerale effettivo. E’ un triste aspetto che aggiunge orrore a quel che sta succedendo e di cui, a oggi, nessuno sa ipotizzare la fine. Attendo il prossimo bollettino: sarà fra tre ore, circa. Saranno altri numeri e altre persone che rimarranno anonime vittime di una guerra contro un nemico invisibile.

Cosa vi avrei raccontato

In condizioni normali, vi avrei detto che mercoledì 18 al centro d’incontro Galimberti ci sarebbe stato “Il salotto del mandrogno”. Vi avrei anche elencato gli ospiti: qualcuno era già stato contattato e ha accettato ben volentieri. Sarà per la prossima volta… vedremo quando.

In condizioni normali, vi avrei sollecitato a prenotare lo spettacolo di Marco e Mauro a “Fubine Ridens”. Niente da fare: il 21 marzo, comincerà la primavera senza loro sul palco e senza voi in platea.

E poi vi avrei detto che la Compagnia Teatrale Fubinese è pronta con la replica della commedia “Il racconto del conto della contessa”, e vi avrei raccontato dello spettacolo portato in scena a Trino, dei Valter Ego protagonisti ad Asti…

Mettiamola così: se tutto andrà come speriamo, nei prossimi mesi non ci annoieremo di sicuro

L’edicola aperta e l’informazione necessaria

C’è (almeno) un motivo per cui il Decreto della presidenza del Consiglio consente l’apertura delle edicole. Sintetizziamolo così: l’informazione è necessaria, tanto più  in un periodo come questo.

I giornali non sono farmaci, neppure alimenti. Eppure rientrano tra quei beni evidentemente considerati inderogabili. Essere informati è un diritto e noi abbiamo il dovere di informarvi nel miglior modo possibile, cercando di fornirvi, tanto più in questo particolare e imprevedibile periodo,  gli strumenti necessari per far fronte a un’emergenza che nessuno poteva immaginare,

Le edicole sono aperte perché i giornali danno notizie verificate, mettono a confronto opinioni, creano dibattito. In generale, ci permettiamo di dire che “fanno crescere”.

Dunque, domani mattina, come sempre il venerdì e il martedì, in tutte le edicole della provincia troverete “Il Piccolo”. Pur nella complessità del momento (tra l’altro: molti redattori lavorano da casa), dobbiamo e vogliamo esserci. Per noi, per voi, per chi non si limita ai social, per chi vuole sapere ma anche svagarsi. Per chi crede che un’edicola aperta sia un gol messo a segno dalla democrazia.

Tutti marinai, tutte infermiere

Avete presente questa foto? E’ uno dei baci più celebri della storia. Negli Stati Uniti viene annunciata la fine della Seconda guerra mondiale e a Times Square è baldoria. Un marinaio si avvinghia a un’infermiera e la bacia. Pare che i due non si conoscessero. Su questa immagine s’è discusso e fantasticato. Io ne vorrei vedere scattate cento, mille e anche più di foto come questa. Vorrei che il prossimo aprile, o comunque quanto prima, sia un moltiplicarsi di infermiere e marinai, sulle strade di un’Italia ora depressa, per sancire la fine di una guerra che non ci aspettavamo, che ci ha sorpreso, che non era neanche negli incubi, che non sappiamo bene come combattere, che ci stravolge le vite.

Imparare

Alla fin fine, qualcosa ci insegnerà questa emergenza da coronavirus. Ci avrà insegnato, ad esempio, che la sanità è fondamentale per il buon funzionamento di una nazione; che l’informazione “di qualità” è diversa da quella che non lo è; che il tempo è prezioso e i rapporti umani meritano di essere riconsiderati; che facendo un passo indietro tutti noi, possiamo fare due passi avanti tutti insieme; che, nel bene e nel male, siamo parte del mondo e con esso ci dobbiamo rapportare; che siamo un’inezia, una briciola, niente che somigli a qualcosa di invincibile.

Cosa salta

Naturalmente, in tempi di coronavirus, non possiamo non adeguarci, per buonsenso e perché ce lo chiedono le direttive. Avevamo un intenso marzo di spettacolo e, purtroppo, siamo costretti a rivedere il calendario.Venerdì 13, niente show alla Scuola di Polizia; domenica 15 salta “La pausa caffè” in programma a Trino; venerdì 20, niente doppio spettacolo con Valter Ego e Due di Quinta ad Asti; sabato 28, niente “Il racconto del conto della contessa” a Fubine.

Lo spettacolo di Asti è rimandato a venerdì 8 maggio, mentre col “Racconto del conto” vi diamo appuntamento al 9 maggio, alle ore 17.30 a Fubine, nell’ambito di Golosaria.

Ci riserviamo ancora qualche giorno per decidere sul Salotto del mandrogno, in programma la sera del 18 marzo al centro d’incontro Galimberti, e su Fubine Ridens (il 21, in calendario, l’appuntamento con Marco e Mauro).

Per ulteriori informazioni: massimobrusasco@libero.it (335 7291099).